Un artigliere salvò i carristi italiani dal massacro. Nel deserto dell'Africa settentrionale gli equipaggi italiani combattevano su carri armati inferiori, senza radio e con corazze chiodate, mandati al fronte da un'industria e da comandi che non erano all'altezza. Ma un colonnello d'artiglieria, Sergio Berlese, ebbe un'intuizione che avrebbe cambiato tutto: invece di inseguire il carro perfetto, bastava montare un buon obice da 75 millimetri su uno scafo già esistente, senza torretta. Nacque così il Semovente da 75/18, l'unico mezzo corazzato italiano capace di distruggere i Grant e gli Sherman alleati, grazie a un proietto a carica cava che rendeva irrilevante la bassa velocità del cannone. Dal modello in legno all'ordine passarono solo 6 giorni, dal disegno al prototipo poco più di un mese. Ne furono costruiti circa 467 esemplari, troppo pochi per cambiare le sorti della guerra, eppure così validi che dopo il settembre del 1943 i tedeschi ne catturarono 123 e li mandarono a combattere nei propri reparti. Questa è la storia di una macchina nata da un fallimento e diventata un capolavoro, e dell'uomo che, guardando il problema con occhi da artigliere, seppe dare ai suoi equipaggi l'unica arma con cui potevano davvero battersi alla pari.
Musica utilizzata nel video: Eyes of Glory - Aakash Gandhi, Duty Calls - Rod Kim. Le fotografie provengono dal sito archive.org e sono di pubblico dominio.
Un artigliere salvò i carristi italiani dal massacro. Nel deserto dell'Africa settentrionale gli equipaggi italiani combattevano su carri armati inferiori, senza radio e con corazze chiodate, mandati al fronte da un'industria e da comandi che non erano all'altezza. Ma un colonnello d'artiglieria, Sergio Berlese, ebbe un'intuizione che avrebbe cambiato tutto: invece di inseguire il carro perfetto, bastava montare un buon obice da 75 millimetri su uno scafo già esistente, senza torretta. Nacque così il Semovente da 75/18, l'unico mezzo corazzato italiano capace di distruggere i Grant e gli Sherman alleati, grazie a un proietto a carica cava che rendeva irrilevante la bassa velocità del cannone. Dal modello in legno all'ordine passarono solo 6 giorni, dal disegno al prototipo poco più di un mese. Ne furono costruiti circa 467 esemplari, troppo pochi per cambiare le sorti della guerra, eppure così validi che dopo il settembre del 1943 i tedeschi ne catturarono 123 e li mandarono a combattere nei propri reparti. Questa è la storia di una macchina nata da un fallimento e diventata un capolavoro, e dell'uomo che, guardando il problema con occhi da artigliere, seppe dare ai suoi equipaggi l'unica arma con cui potevano davvero battersi alla pari.
Musica utilizzata nel video: Eyes of Glory - Aakash Gandhi, Duty Calls - Rod Kim. Le fotografie provengono dal sito archive.org e sono di pubblico dominio.