Grazie Krizia, grazie per parlarne così, dando alla tua malattia la stessa dignità di tutte le malattie. Io sono stata diagnosticata bipolare da una decina di anni ma lo sono sempre stata. Ancora oggi, ho 63 anni, mi curo con successo, ma non ne parlo con gli altri. Sono ancora vittima del vecchio stigma che di queste cose è meglio non parlare, non saresti capita. Purtroppo...... Complimenti Krizia e Paolo
❤ Grazie, ho 52 anni e posso felicemente dire che finalmente mi sono decisa un mese fa a recarmi al csm e ho capito , che non sono fatta male, ma come ha saputo bene riassumere Krizia "solo" ho degli sbalzi di serotonina. È meraviglioso sapere che posso migliorare e sto già migliorando. Grazie per aver dato la tua testimonianza ❤
Ho la mamma diagnostocata con il disturbo bipolare 6 anni fa. La cosa che piu mi da fastidio è quello che dicevi tu la gente non capisce. Vivo nella stessa casa e ci sofro tantto. Grazie di averene parlato cosi apertamente.❤
Ogni tipo di problema, solo se vissuto in prima persona può essere compreso Dal di fuori, si fa in fretta a giudicare, ma è lo stare dentro alle problematiche che ci permette di allargare lo sguardo, di capire le sofferenze e soprattutto di rispettarle. Grazie Krizia, continua a parlarne anche quando ti sembra tempo perso! Caro Paolo, tutte queste interviste, tanto diverse tra loro ma tutte arricchenti, hanno un punto in comune: l’Amore come cura. É fondamentale avere qualcuno che sappia, non “prendere a carico” ma “prendere a cuore”.
Krizia ha detto una cosa bellissima che chi non lo vive non lo può e non lo potrà mai capire "non siamo fatti con lo stampini" che vale per qualsiasi diagniosi che può andare da una DSA a un disabilità psichica e fisica a un borderline ❤
Cara Krizia ,grazie di cuore ,non sono la sola ad amare più gli altri, sempre e comunque. Ci vuole tanto coraggio per dire tutto ciò che hai espresso ,sei una grande donna e una grande mamma e credo che bisognerebbe parlare molto di più e con profondità, di questi problemi, nei quali "sguazzo" anche io molto spesso. Ha ragione Paolo: ha volte provoca più dolore il non essere compresi che il non essere amati. Che Dio ti protegga te e la tua famiglia con simpatia e tanta stima da una mamma un po' più matura 🙏
Che compagno fantastico, dovrebbero essere tutti così, bravi i medici e brava tu. Sei stata anche fortunata negli incontri, ma anche brava nel lavorarci.
Grazie, anche io ho il bipolarismo. Quando ci si stabilizza sul piano farmacologico e soprattutto si acquisisce una serena consapevolezza, ci si prende cura di sè, si riesce a gestire benissimo relazioni, lavoro, e si può lavorare molto bene con la psicoterapia. Queste testimonianze sono oro per tutti noi. Per normalizzare, uscire dalla logica del tabù. Per questo ho scritto due libri, "Anche in mezzo al mare si può imparare a volare", e "Bipolarismo: oltre il bianco e nero. Trovare il proprio ritmo di vita per scoprire doti e strategie personali". Io personalmente non sono mamma: nel nostro caso non è semplice, soprattutto quando si segue una terapia farmacologica, ma quando si trova uno/a specialista con cui ci si sente sicuri, in mani sicure, presi in "carico" e seguiti al meglio, si può affrontare tutto. Per mia esperienza è davvero importante il sonno. Con la consapevolezza, concordo con questa intervista, si riesce ad ascoltarsi. Capire quando si ha bisogno di rallentare, senza darsi colpe. È un insegnamento che vale per tutti, perché oggi viene premiata l'iper produttività. Quindi le fasi up, di grande attività mentale e pratica, grandi progetti, efficienza, queste fasi non vengono viste come un "problema". Ma se tiriamo a mille a un certo punto il corpo stesso ci invia dei segnali. Io ho cambiato completamente vita, da un'agenzia di comunicazione con ritmi a mille e pressione al massimo, oggi invece grazie anche al periodo del lockdown che mi ha permesso di fermarmi, oggi sono una operatrice olistica, massoterapista del benessere. Vedo negli altri e quindi come fosse un riflesso, uno specchio, in me ma anche appunto in tante persone, i segnali del corpo. A volte una cervicalgia importante, a volte dolori cronici. È il corpo che dice "rallenta". Mi sono identificata anche nella tendenza al perfezionismo, di cui parlo nel libro. Questi schemi possono essere ammorbiditi molto con la psicoterapia (io mi sono trovata molto bene con Emdr). Il punto centrale è capire che il nostro valore è intrinseco in sè. Non dipende da quanto e come facciamo o produciamo, ma valiamo solo per il fatto di esistere. Darci valore, sentirsi finalmente libere di essere noi stesse, senza sentirci "troppo" o "troppo poco". Imparare anche a mettere dei limiti e dei sani confini. Abbracciare la nostra empatia e sensibilità, bilanciando con i sani confini. Abbracciare le nostre doti, nel mio caso la creatività, bilanciando con il continuare a prendersi cura di sè, mangiare e dormire. Trovare, insomma, un personale equilibrio, che magari non è come il ritmo degli altri, ma rispettandoci nei nostri tempi. Anche nel mio caso oltre alle specialiste ringrazio tanto il mio compagno, che rende tutto sereno, fattibile, possibilista, positivo. Grazie mille per questa intervista. Sei stata tanto coraggiosa perché capisco perfettamente i timori. Ma possiamo essere mamme speciali proprio perché abbiamo una sorta di antenna particolare sulla sensibilità, sull'attenzione alla salute mentale, sicuramente un aspetto davvero arricchente per la crescita di un nuovo essere umano. Io per ora ho ancora molti timori. Grazie per questa visione bella e possibilista. E complimenti per aver descritto benissimo la condizione. Non siamo persone che cambiano da un momento all'altro umore, si tratta di quantità di energia, iperattività mentale, mancato senso di bisogno di sonno o di mangiare. È la fase più delicata. È normale poi "esaurirsi". La fase di down, nella mia esperienza, era preceduta da tantissima ansia, anche qui iper produttività e perfezionismo. Quando lavoriamo anche con la consapevolezza cognitiva, in terapia psicoterapica, capiamo come funziona il nostro cervello e quali sono le sue caratteristiche. Impariamo a tornare nel corpo anche con esercizi di riconnessione corporea come ad esempio il tapping e l'abbraccio della farfalla. Seguire la terapia psicoterapica, e fare controlli psichiatrici, è importante perché ci permette anche di avere uno sguardo esterno su di noi che magari ci può avvertire se stiamo oscillando nell'iperattività. Concordo che è un impegno economico. Per quanto riguarda poi i farmaci sono passati dal sistema sanitario, ma le visite costano, soprattutto la psicoterapia che è fondamentale. È importante anche trovare le persone giuste. La psicoterapia che sentiamo che ci aiuta e ci dà strumenti. Uno/a psichiatra che conosce bene la condizione e che affronta tutto con ottimismo e sicurezza. Nel libro parlo di sfumature, oltre al bianco e nero, perché non ci sono solo gli up e down, ci sono caratteristiche come appunto l'iperfunzionamento cognitivo, l'iper sensibilità, il perfezionismo, doti di grande profondità, creatività, empatia. Una volta stabilizzati, aiuta tantissimo la connessione corporea, come i massaggi, lo yoga, stare nella natura, toccare un animaletto. Per chi legge, un abbraccio grande, e grazie mille a questa mamma coraggiosa! Vado a cercarti sui social. Non temiamo di esporci e di farci conoscere, rendiamo la condizione non più paurosa. Uniamo e alziamo le nostre voci con coraggio, dignità, orgoglio.
Grazie per questo contenuto ad alta sensibilità e consapevolezza della debolezza. Tutti i social dovrebbero comprendere queste caratteristiche anziché ridursi a contenuti spicci per guadagnare. Ho apprezzato molto questi 41 minuti. Sto per diventare mamma anche io e mi piacerebbe avere, almeno, un decimo del coraggio che ho visto qui. Ancora grazie
Io quando ero ancora in pancia percepivo la tristezza di mia madre. Poi mi è stato raccontato che aveva vissuto un periodo di mobbing al lavoro. Comprendo molto il tema della sensibilità, anzi ipersensibilità. E si parla ancora troppo poco delle persone altamente sensibili che hanno un diverso funzionamento nervoso.
Grazie Krizia, sei meravigliosa, ho pianto tutto il tempo!❤ ps Quando avvierai un'attività di supporto gratuito ...contattatemi, sarei onorata di aiutare.
Comunque devo ringraziare questa mamma perché io ho imparato tante cose dal suo discorso....cosi posso capire meglio mia figlia che ha un disturbo simile
Io sono stata diagnosticata bipolare da una decina di anni ma lo sono sempre stata.
Ancora oggi, ho 63 anni, mi curo con successo, ma non ne parlo con gli altri. Sono ancora vittima del vecchio stigma che di queste cose è meglio non parlare, non saresti capita.
Purtroppo......
Complimenti Krizia e Paolo