In esclusiva per la tv italiana, la leggenda del calcio mondiale Michel Platini, che ha appena pubblicato la sua autobiografia, "Il re a nudo", scritta con Jérôme Jessel e tradotta per l'Italia da Tony Damascelli, dove racconta la sua verità sulle vicende degli ultimi anni legate al mondo del pallone.
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In esclusiva per la tv italiana, la leggenda del calcio mondiale Michel Platini, che ha appena pubblicato la sua autobiografia, "Il re a nudo", scritta con Jérôme Jessel e tradotta per l'Italia da Tony Damascelli, dove racconta la sua verità sulle vicende degli ultimi anni legate al mondo del pallone.
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Arrivò Michel Platini, subito accerchiato da qualche decina di persone, alle quali firmò l'autografo. Io non ebbi il coraggio di buttarmi nella mischia, avevo solo 14 anni, così restai un po' in disparte, con la mia foto incollata su un cartoncino e la penna in mano, già rassegnata a vederlo scomparire negli spogliatoi.
Quando finì di firmare, fece per scendere velocemente dal marciapiede, ma si fermò vedendomi.
"Michel, posso avere un tuo autografo?" gli chiesi timidamente, quasi in lacrime dall'emozione. Non mi ero nemmeno accorta che stavo andando in mezzo alla strada... così lui mi rispose: "Sì, ma non qui, là. (indicando il marciapiede opposto). Qui passano le macchine".
Attraversai la strada con lui accanto, che mi teneva gentilmente per il gomito.
Gli dissi che ero una tifosa granata, ma che lo ammiravo e che per me era il miglior giocatore in assoluto.
Mi sorrise e mi disse: "Sono onorato, allora, di avere la stima di una tifosa di una grande squadra".
Firmò la mia foto con la penna viola profumata, poi mi sorrise di nuovo e mi diede un buffetto sulla guancia.
Merci, Michel, per gli anni di bel calcio che ci hai regalato!