CAMBIAMO PUNTO DI VISTA, che sarebbe: 🤬 "quanti dei genitori si sono interessati a leggerlo per poi discuterne insieme ai figli?" 🤬 poooooi, sarei curioso di vedere le loro di reaction
Ciao a tutti ho 41 anni gioco da una vita ai videogiochi per passione e ancora oggi sono accerchiato da "persone" che vedono i videogiochi come un problema, una perdita di tempo, e io ad oggi gioco a volte col senso di colpa 😅 maledizione !
Nessuno è uguale, dunque nessuno fa esattamente le stesse cose dell'altro e quindi nessuno ha gli stessi identici gusti.
Io negli anni ho frequentato e sperimentato molte cose, alcune mi sono piaciute, altre no.
Ad esempio, ho conosciuto persone a cui piaceva andare molto spesso in discoteca, nel mio caso a me non piaceva e preferivo starmene a casa a fare altro. Ho conosciuto anche persone a cui piaceva giocare a calcio mentre io che non ne ho mai capito il senso, ho preferito evitare di giocarci. Al contrario però mi piaceva il basket ed infatti a quello ci giocavo ogni volta che mi veniva proposto. In tutto ciò, i videogiochi erano sempre stati presenti, erano e sono tutt'ora una parte di me anzi, grazie ad essi sono diventato pure un Creator.
Questa cosa del far passare i videogiochi come il male assoluto mi urta tantissimo. Sono assolutamente d'accordo sul fatto che ci voglia moderazione, ma come per qualsiasi cosa.
Ci sono molti casi dove il videogioco è stato utilizzato in ambito medico e non solo.
Jann Mardenborough passò dal giocare a Gran Turismo a diventare un vero e proprio pilota, gli è stato dedicato pure un film ossia Gran Turismo uscito nel 2023.
Ho conosciuto (e giocato) con una persona che su PSN si chiamava "Trifecta01" che aveva contratto un cancro al cervello ma che poi gli è stato rimosso e per riabilitarsi, i dottori gli consigliarono di giocare a Destiny. Gli venne pure regalata un'arma unica solo per lui.
Ci furono dei casi in cui La Nintendo Wii venne usata a scopo di riabilitazione per pazienti che erano stati affetti da Ictus o traumi cerebrari.
Al giorno d'oggi vengono usati sempre in campo medico, per la precisione in campo chirurgico anche dei simulatori come per esempio Touch Surgery per poter fare pratica.
Microsoft Flight Simulator viene utilizzato tutt'ora dai piloti per potersi esercitare e c'è stato pure un caso in cui una persona che non era un pilota è riuscito a pilotare un aereo (non di linea) senza avere un minimo di esperienza ed è pure riuscito ad effettuare una manovra che normalmente risulterebbe molto difficile da fare.
E ci sono tanti altri casi in cui il videogioco, se impiegato nella maniera giusta, può rivelarsi decisamente utile, non solo a scopo di svago.
Dunque dire che i videogiochi fanno male non è assolutamente vero a meno che, come detto, non si tenda a farne un uso eccessivo, ma si parla di un caso in cui il giocatore finisce con il rinchiudersi in camera a passare tutto l'intero giorno e tutti i successivi giorni a giocare e basta trascurando ogni cosa, è davvero raro che capiti una cosa del genere.
Aggiungo anche che è grazie ai videogiochi se adesso riesco a parlare bene l'inglese perché se mi fossi limitato all'insegnamento dato quando andavo alle elementari, medie e superiori che, nel mio caso, tendevano ad insegnare solo la lingua base in maniera tra l'altro errata, adesso probabilmente non capirei quasi nulla della lingua e sicuramente non sarei mai andato all'estero a lavorare nel 2019. Attualmente poi sto anche imparando il giapponese perché sono rimasto affascinato dalla loro cultura, ma anche perché guardo un sacco di anime e gioco ad un sacco di giochi in lingua originale, però di base già riesco a capirlo ed a parlarlo anche se si tratta di piccole frasi o parole.
1:39 immagino l abbia censurato, oltre che per i motivi che hai detto tu, anche perché contiene immagini di almeno 1 bambino. In tal modo le ha reso irriconoscibile ed evita il rischio di fare uso di immagini private senza consenso e soprattutto l uso di immagini di minori, in modo da prevenire ogni eventuale infrazione
20:03 Raiden vorrei fare una piccola correzione. Sono uno studente al terzo anno di liceo e ti posso dire che invece spesso l'educazione alimentare è stato un tema che abbiamo trattato in maniera approfondita in classe fin dal primo anno. Sicuramente in altre scuole ne avranno parlato di più o di meno, ma volevo solo parlare per la mia esperienza personale
Questa si chiama prevenzione selettiva, ovvero quell'insieme di misure atte a prevenire un comportamento a rischio nella popolazione maggiormente esposta.
Non ho i dati, ma ha senso credere che i bambini e gli adolescenti siano i più esposti al rischio di isolamento sociale e abbandono scolastico, entrambi fenomeni a cui l'abuso di videogiochi può concorrere.
Non solo, ma una quantità eccessiva di ore passate a videogiocare significa ore in meno passate a sviluppare altre competenze, che siano motorie, sociali, emotive, intellettuali. Non significa che i videogiochi non possano essere anche un supporto allo sviluppo di tali competenze, significa che un contributo esclusivo da parte dei videogiochi non è sufficiente (per dire, giocare a un puzzle game potrà rendermi più bravo nel pensiero laterale, ma non migliorerà il mio pensiero critico, la mia comprensione di un testo, le mie conoscenze semantiche/nozionistiche sulla realtà, così come giocare a un gioco narrativo potrà fungere da palestra emotiva "sicura" ma non sostituirà l'esperienza reale di essere rifiutato dai pari, di gestire un conflitto, di dichiararmi alla persona che mi piace).
Certamente anche altre attività percepite come più sane possono "rubare tempo" e/o causare dipendenza, ma vi sfido a passare 10 ore a giocare a calcetto o a leggere un libro con la stessa facilità con cui si gioca a un videogioco per quella quantità di tempo. Queste attività non sono comparabili, per il semplice fatto di non fornire un feedback immediato come i videogiochi (unito al maggiore attrito).
Il famoso discorso sulla dopamina generalmente contiene un grande errore concettuale: la dopamina non è il neurotrasmettitore del piacere, bensì quello della motivazione e della ricompensa: se ho una gran voglia di lasagne i livelli di dopamina nel mio cervello si alzeranno, motivandomi a cercare una lasagna. Se mangio la lasagna, i livelli tornano normali e se è particolarmente buona resteranno un po' più alti del normale, contribuendo a rinforzare i percorsi sinaptici che mi hanno fatto trovare quella buonissima lasagna. In sostanza, c'è un obbiettivo che mi motiva e una ricompensa che mi fornisce un feedback, rinforzando quella motivazione.
Nei videogiochi questo feedback è rapidissimo, quasi immediato (e non tiratemi fuori il gioco indipendente cecoslovacco piacevole come un trapianto di reni, stiamo parlando della roba che giocano i bambini), e pertanto possono facilmente fagocitare il tempo di una persona non ancora pienamente sviluppata.
Ovviamente questo discorso si applica paro paro ai social network (anzi, se i videogiochi nella loro totalità sono estremamente variabili, i social network sono disegnati per fare esattamente quello).
Ora, chiaramente questo fenomeno non è univoco e universale, motivo per cui si parla appunto di "fattore di rischio". Il videogioco può essere un fattore di rischio come può esserlo il divorzio dei genitori, essere immigrati, essere vittime di violenza e così via.
Il problema di questo estratto è che adotta l'approccio della cosiddetta "diffusione dell'informazione" (e del ricorso alla paura): questo approccio è vecchio e non funziona, anzi spesso è controproducente (pensate a quando a 14 anni vi facevano la lezione sulle droghe e vi veniva una gran voglia di provarle). Capisco però la necessità di fare qualcosa con i pochi fondi e con le restrizioni del sistema italiano, e quindi si finisce per tentare di spaventare i genitori con un ragionamento del tipo "magari prenderanno precauzioni eccessive, ma almeno sono più consapevoli".
Il problema vero è che per come è strutturata la scuola in Italia è quasi impossibile fare interventi di prevenzione che non siano una buffonata (in questo caso poi mi pare di capire che sia in un libro di educazione fisica, quindi starà là per poter dire di aver affrontato il tema e prendersi qualche sovvenzione statale), e sensibilizzare i genitori è praticamente impossibile. Aggiungiamoci il fatto che il supporto alla genitorialità è ridicolo (niente paternità, nidi inaccessibili, etc.) e che l'economia è quella che è, e ci ritroviamo schiere di genitori che nel migliore dei casi sono troppo stressati dagli incastri infiniti inevitabili per il mantenimento di un figlio per pensare ai videogiochi, e nel peggiore dei casi semplicemente inadatti a fare i genitori.
Che poi in tutto ciò sto dando per buono che ci siano basi empiriche statisticamente significative sull'incidenza dell'abuso di videogiochi a giustificare questo tipo di prevenzione.
EDIT: piccola nota sull'"insegnare attraverso il videogioco".
No, giocare a un Age of Empires (pur presumendone l'accuratezza storica) non è studiare la storia, tutt'al più ti fa imparare un paio di nozioni su Re Palle di Salcazzi in due ore di gameplay, che avresti potuto impiegare per studiare 50 pagine del manuale di storia del Regno di Salcazzi.
La maggior parte delle volte il videogioco ti dice "tiè, già che ti sto intrattenendo, in omaggio ti insegno pure 'sta cosina". Lo studio dai libri purtroppo è imprescindibile, e il videogioco al massimo fornisce qualche spunto o la scintilla che ti fa approfondire qualcosa (io ad esempio ho approfondito un po' la storia di Taiwan dopo aver giocato Detention—che è un gran gioco ma sicuramente non un grande professore).
Poi per carità, ci sono sicuramente argomenti che gioverebbero di un approccio più multimediale all'insegnamento (io ho scoperto di amare la matematica quando a vent'anni mi sono messo a visualizzare le equazioni al computer per dire) e in qualche occasione anche il videogioco potrebbe essere il supporto ideale.
Per come ha strutturato il Forla il discorso sembra quasi dire "non criticate i videogiochi, guardate queste cose belle", ma quelle cose belle sono una forzatura che fornisce solo assist a chi ha pregiudizi verso i videogiochi (davvero, ve li immaginate i professori che ti fanno giocare a AoE per studiare storia?).
C'è una grande differenza tra l'esperienza (anche formativa) della poetica e della filosofia di un gioco, e l'esperienza dello studio. Non è che una sia necessariamente migliore dell'altra (questioni di priorità di ognuno), ma sono due cose ben distinte e separate.
A me è successo il contrario. Ho abbandonato il gaming per 6 mesi circa perché non riuscivo a concentrarmi, per vari miei problemi personali, lutti e apatia... Poi grazie al gaming mi sono ritrovato e ho ripreso il controllo sulla mia apatia... Non riuscivo ad accettare il fatto di rinunciare alla mia passione più grande per motivi di apatia. Ho dovuto prendere il controller in mano per non perdermi. Questo non lo dice nessun dottore o psicologo che il gaming può aiutare.
34:25 hai centrato a pieno un punto che io porto avanti da anni. Ho 22 anni e mi piace sia giocare ai videogiochi ingoblinito a casa con la copertina, che fare baldoria con i miei amici ed uscire fuori di sera. Dato che io vivo in un paesino molto piccolo in provincia di salerno, e dato che ho la patente ma non la macchina, mi ritrovo molti giorni a casa. Non c'é davvero niente nel mio paese, solo 4 maranza e vecchi davanti ad un bar che parlano ovviamente di calcio e politca. Non c'é una pizzeria, non c'é un ristorante, non c'é un cazzo di niente, a tratti neanche un minimarket (c'é ma é comunque molto scarno e non so quanto possa andare avanti). I videogiochi in questo caso mi hanno salvato da lunghe giornate passate in casa di noia. C'é stato un periodo in cui la sera uscivamo e non facevamo nulla se non fermarci ai self bar a prendere qualcosa di fresco e camminare per 2 ore avanti e indietro nel paese. Quando c'é la possibilità di uscire come si DEVE, preferisco sinceramente uscire, mi piace andare in altri posti che magari prima non conoscevo oppure andare in paesi un pò piú popolati e con una maggiore probabilità di incontrare giovani (questo solitamente sempre il sabato). Durante la settimana però le mie serate sono nerdare o davanti a pc, o a nerdare davanti alla ps5. E questo secondo me può essere solo che un bene, perché come detto prima non mi annoio quasi mai anche stando a casa. Purtroppo avendo amici che hanno orari lavorativi un pò pesanti e quindi per un motivo o per un altro la sera preferiscono non scendere, preferisco non scendere neanche io. Ma anche se scendessimo per il paese cosa faremmo? Un cazzo... Menomale che esistono i videogiochi, altro che male. Il male é annoiarsi
Raiden reagisce a Il Forla sulla Scuola contro i Videogiochi
che sarebbe:
🤬 "quanti dei genitori si sono interessati a leggerlo per poi discuterne insieme ai figli?" 🤬
poooooi, sarei curioso di vedere le loro di reaction