A me non sembra che Volonté in questa intervista abbia mostrato un atteggiamento annoiato o snobistico. Era un personaggio serio, riservato, poco incline alla cordialità un po' facile di un contenitore televisivo come Blitz. Anche la presenza del pubblico forse lo metteva a disagio. Minà è un bravo giornalista, ma qui non è riuscito a mettere a proprio agio l'ospite a mio avviso. Quando alla fine ammette che Volonté si è concesso poco nell'intervista (mentre dava tutto se stesso come attore, come giustamente ricorda), Volonté dice: Io in queste cose non ho la tua disinvoltura. Mi sembra una frase sincera, e si percepisce che l'attore non vedeva l'ora di andarsene. Volonté era molto diverso da Gassman, che proprio nel programma di Minà si era presentato con il figlio piccolo. Gassman accettava pienamente il gioco dell'esibizione a cui il suo mestiere lo portava, Volonté no, per una forma di pudore, non per snobismo. Tutto qui.
Sufficiente che dica : oggi piove . Con il suo sguardo. Il suo timbro di voce . La sua tranquilla educazione . Un discreto riserbo nel sorriso. Ed è subito il Cielo
Il suo lato introspettivo è stato il cemento della sua carriera. Una coerenza intellettuale senza sbavature ne calcolo. Non si è trasformato in un cliché ma ha semplicemente dato spessore artistico e morale alla propria professione. Niente caricaturismi,ne false allegorie ipocrite da intellettuale da salotto . Egli era un spirito essenziale,mai retorico.
a 40 anni di distanza rendiamoci conto di quanto si sia abbassato lo standard dei giornalisti (o presunti tali) e gli attori. Incredibile pensare alla voce di GMV in "Indagine..." rispetto alla realtà!