L'11 giugno 2016, nell'ambito del Festival del mondo antico di Rimini, Paolo Biondi ha presentato il suo romanzo “Livia. Una biografia ritrovata” dialogando con la grande studiosa di donne e potere nella Roma imperiale Francesca Cenerini.
“Livia” è un romanzo sulla vita della moglie di Ottaviano Augusto, madre di Tiberio, nonna di Claudio, bisnonna di Caligola, trisavola di Nerone, anima della dinastia dei Cesari, signora di Roma per 67 anni: dal matrimonio con Ottaviano Augusto, nel 38 a.C., fino alla morte, avvenuta nel 29 d.C.
Il libro si compone di 12 capitoli che rappresentano altrettanti “quadri” della vita di Livia.
Il testo è costruito con continui richiami – espliciti e non – agli autori della Roma augustea. Tutti i riferimenti a fatti e persone hanno agganci storici, seppur romanzati, e si può trovare per ciascuno di essi almeno una fonte.
Nella finzione del racconto viene evocato un antico codice latino degli inizi del III secolo d.C., il cui testo (che avrebbe anche utilizzato Machiavelli come fonte per il suo Principe) sarebbe stato scritto per confutare la descrizione negativa che di Livia danno Tacito e altre fonti dell’epoca di Tiberio, interessate a denigrare Livia.
Hanno detto di “Livia”:
Francesca Cenerini, docente di epigrafia all’Università di Bologna: Un libro bellissimo. Accanto a una bella narrazione di atmosfere, di ambienti, di sentimenti ci sono notazioni e citazioni che testimoniano una lettura di fonti e di libri; vien voglia di visitare luoghi e percepire atmosfere.
Massimiliano Valenti, archeologo e direttore del Polo museale di Monte Porzio Catone: Questo libro è un esempio di indagine giornalistica, come devono fare anche un archeologo e uno storico: abbiamo delle fonti delle quali dobbiamo verificarne l’autenticità, poi trarre le conclusioni. L’ho trovato un libro appassionante e stimolante: la capacità di un giornalista di individuare la faziosità della fonte è forse maggiore di quella di uno storico.
Emanuela Bruni, giornalista e critica d’arte: È molto agevole da leggere, i capitoli sono organizzati come delle novelle, delle microstorie. Se ci si lascia prendere per mano si ha voglia di andare a Rimini a vedere l’Arco d’Augusto, di andare alla Villa di Livia a Prima porta…
Giuseppe Frangi, giornalista e critico d’arte: Biondi si muove sulla spinta di una simpatia istintiva per il suo personaggio, ma anche indagando con la curiosità di chi, inoltrandosi in quegli affascinanti meandri della storia, trova indizi insospettati che forniscono tante ragioni a quella simpatia. Il libro, nella precisione delle ricostruzioni dei contesti, si offre come spaccato intrigante sulla vita romana, come un viaggio nel day by day dove entrano in gioco gli ambienti, le consuetudini, i desideri di una donna che aveva pure un suo profilo normale pur essendo ai vertici del potere.
Scopri di più su: http://paginasc.it/libri_descrizione....
Leggi in anteprima su: https://issuu.com/edizionidipagina/do...
Seguici su facebook Facebook: edizionidipagina
L'11 giugno 2016, nell'ambito del Festival del mondo antico di Rimini, Paolo Biondi ha presentato il suo romanzo “Livia. Una biografia ritrovata” dialogando con la grande studiosa di donne e potere nella Roma imperiale Francesca Cenerini.
“Livia” è un romanzo sulla vita della moglie di Ottaviano Augusto, madre di Tiberio, nonna di Claudio, bisnonna di Caligola, trisavola di Nerone, anima della dinastia dei Cesari, signora di Roma per 67 anni: dal matrimonio con Ottaviano Augusto, nel 38 a.C., fino alla morte, avvenuta nel 29 d.C.
Il libro si compone di 12 capitoli che rappresentano altrettanti “quadri” della vita di Livia.
Il testo è costruito con continui richiami – espliciti e non – agli autori della Roma augustea. Tutti i riferimenti a fatti e persone hanno agganci storici, seppur romanzati, e si può trovare per ciascuno di essi almeno una fonte.
Nella finzione del racconto viene evocato un antico codice latino degli inizi del III secolo d.C., il cui testo (che avrebbe anche utilizzato Machiavelli come fonte per il suo Principe) sarebbe stato scritto per confutare la descrizione negativa che di Livia danno Tacito e altre fonti dell’epoca di Tiberio, interessate a denigrare Livia.
Hanno detto di “Livia”:
Francesca Cenerini, docente di epigrafia all’Università di Bologna: Un libro bellissimo. Accanto a una bella narrazione di atmosfere, di ambienti, di sentimenti ci sono notazioni e citazioni che testimoniano una lettura di fonti e di libri; vien voglia di visitare luoghi e percepire atmosfere.
Massimiliano Valenti, archeologo e direttore del Polo museale di Monte Porzio Catone: Questo libro è un esempio di indagine giornalistica, come devono fare anche un archeologo e uno storico: abbiamo delle fonti delle quali dobbiamo verificarne l’autenticità, poi trarre le conclusioni. L’ho trovato un libro appassionante e stimolante: la capacità di un giornalista di individuare la faziosità della fonte è forse maggiore di quella di uno storico.
Emanuela Bruni, giornalista e critica d’arte: È molto agevole da leggere, i capitoli sono organizzati come delle novelle, delle microstorie. Se ci si lascia prendere per mano si ha voglia di andare a Rimini a vedere l’Arco d’Augusto, di andare alla Villa di Livia a Prima porta…
Giuseppe Frangi, giornalista e critico d’arte: Biondi si muove sulla spinta di una simpatia istintiva per il suo personaggio, ma anche indagando con la curiosità di chi, inoltrandosi in quegli affascinanti meandri della storia, trova indizi insospettati che forniscono tante ragioni a quella simpatia. Il libro, nella precisione delle ricostruzioni dei contesti, si offre come spaccato intrigante sulla vita romana, come un viaggio nel day by day dove entrano in gioco gli ambienti, le consuetudini, i desideri di una donna che aveva pure un suo profilo normale pur essendo ai vertici del potere.
Scopri di più su: http://paginasc.it/libri_descrizione....
Leggi in anteprima su: https://issuu.com/edizionidipagina/do...
Seguici su facebook Facebook: edizionidipagina
Conferenza in se interessante, solo che laa signor decisamente non ha la piú pallida idea di come si conduce un evento del genere, anche perché dá l´impressione di soffrire di un male particolare: il Protagonismo!