La costruì, la collaudò, poi le vietò di portare il proprio nome

Veicoli Dimenticati | Storie in italiano

Veicoli Dimenticati | Storie in italiano

17,243 views

Nel millenovecentosessantuno, al Salone di Torino, una piccola coupé progettata a Maranello viene esposta sullo stand di un carrozziere, con la calandra senza stemma e un nome che non dice niente: Mille. Il telaio è impostato secondo la scuola delle berlinette da corsa, il motore da milletrentadue centimetri cubi tira novantuno cavalli a seimilaottocento giri, l'intera vettura pesa settecentottanta chilogrammi. La macchina è finita, collaudata, pronta.

E Ferrari decide di non produrla, e le vieta di portare il proprio nome.

Il progetto passa a un industriale milanese dell'elettrochimica, che fonda una società dal nulla per costruirla. Il piano prevedeva tremila vetture all'anno. Ne usciranno poco più di cento in tutto. Questa è la storia della ASA 1000 GT, la macchina che tutti hanno chiamato Ferrarina proprio con il nome che il contratto le proibiva di portare, e del piccolo mitra montato sul muso di un prototipo, che non era affatto uno scherzo.

Videomateriali tratti dai canali YouTube @oldtimeraustralia e @CristianoLuzzago_TheBlueRoom.

Se la storia vi è piaciuta, lasciate un mi piace, iscrivetevi al canale e scrivete nei commenti che cosa avreste fatto voi al posto di quel chimico milanese.